martedì 23 agosto 2011

Questioni di ciclo

Tutte noi sappiamo quanto possano essere difficili "quei giorni". La voglia di dolci, la ritensione idrica, l'irritabilità, i "doloretti" più o meno forti sono parte integrante del nostro appuntamento mensile.
Bene, ora immaginate di avere il vostro ciclo in Africa o in un paese del Terzo Mondo. Di essere sdraiate e di non poter uscire per una intera settimana.
Niente scuola.
Niente lavoro.
Risultato: restate indietro con le lezioni oppure perdete giorni di paga preziosi. Il tutto fino a 50 giorni all'anno, è stato calcolato.
Perché?
E' semplice.
Niente assorbenti.
Sono difficili da reperire oppure (nella migliore delle ipotesi) troppo costosi. Per questo motivo molte donne africane cercando di arrangiarsi con quello che hanno a disposizione. E spesso ciò che ottengono è di procurarsi delle infezioni che possono rivelarsi pericolose in aree dove l'assistenza medica è precaria.
In questo articolo (in inglese) si descrive la situazione delle bambine nelle scuole sudafricane. Molte preferiscono assentarsi ogni mese piuttosto che rischiare di essere prese in giro dai compagni in caso di imbarazzanti fuoriuscite. Alcune ricorrono addirittura ai giornali vecchi per cercare di ricavare una protezione che permetta di proseguire normalmente le loro attività.
Lavorare e andare a scuola sono due sfide che le donne non possono permettersi di perdere. In loro aiuto sono perciò scese in campo persone comuni e organizzazioni. Una di queste si chiama SHE - sustainable health enterprises e promuove in Rwanda la creazione di imprese femminili per la produzione di assorbenti economici ed ecosostenibili in fibre di banana (questa è la loro pagina su Facebook, con una piccola cifra si può contribuire alla loro campagna che crea preziosa occupazione locale).
Il problema non è solo africano o del Terzo Mondo ma anche di quei paesi in cui la crescita economica non ha eliminato grandi sacche di miseria e disagio sociale, come l'India.
Insomma, c'è molto da fare per aiutare donne e bambine nella loro lotta per uscire dalla povertà. Tutti noi possiamo fare qualcosa al riguardo, anche solamente informare sull'esistenza del problema.
Ne è un esempio il blog italiano di cucito creativo Cuci Cuci Coo. Nel post intitolato "Il dono dei giorni persi" l'autrice racconta il suo impegno per la realizzazione di assorbenti in stoffa lavabili in kit da inviare alle donne africane.
Basta poco per cambiare una vita.

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