sabato 8 ottobre 2011

Steve Jobs, l'Islanda e il senso comune degli italiani

"Stay hungry, stay foolish" (siate affamati, siate folli).

Steve Jobs non era un informatico, non era un ingegnere, non era un manager (almeno a quanto ho sentito dire poco fa dalla televisione) eppure ha ottenuto risultati che non sarebbero stati possibili a nessuna di queste tre professioni prese separatamente. E forse neanche insieme.

Poiché ragionava fuori dalle regole del mondo, il mondo l'ha seguito perché la sua visione era diversa, unica, originale e apriva ogni volta nuovi orizzonti. Con il suo esempio ci ha dimostrato che "un altro modo" è sempre possibile.

In questo momento in cui il nostro Paese è stretto nella morsa di una crisi economica che sta mettendo al muro i giovani e le fasce più deboli della popolazione, l'invito di Steve Jobs assume un valore ancora più grande.

In queste ultime settimane (sarà capitato anche a voi) ho incontrato spesso al supermercato, alla Posta o alla fermata dell'autobus persone molto preoccupate per il rischio di default che incombe sull'Italia. Ebbene, in questi casi io cito sempre l'esempio dell'Islanda. Questa nazione qualche tempo fa si è trovata in una situazione simile a quella della Grecia. E allora gli islandesi hanno deciso di cambiare le regole del gioco con una rivoluzione pacifica e democratica partita dal basso. Guardate qui questo video su Youtube e vi farete un'idea di quanto sia perverso il meccanismo con il quale i grandi poteri economici riescono ad impadronirsi del futuro di una intera nazione, se li si lascia fare ovviamente. Perché gli islandesi hanno vinto la loro battaglia e sui media italiani di questa storia non si parla.

Ebbene, ogni volta che ho provato raccontare a queste persone (pensionati, gente di mezza età, casalinghe) l'esempio dell'Islanda è sempre capitata la stessa cosa. Hanno tutti chiuso il discorso in tutta fretta.

Diffidenza? Incredulità? Scettiscismo?

Per molti italiani oggi è più facile credere ad una realtà fatta di brutte storie (omicidi efferati, violenze, rapine, suicidi), di fosche previsioni per il futuro e di false promesse da parte dei politici piuttosto che alla possibilità che un intero popolo possa scegliere di riprendere in mano il controllo del suo destino.

Steve Jobs è stato un rivoluzionario perché ha seguito fedelmente la sua visione creativa dimostrando che è ciò in cui si crede che determina la portata e il valore delle nostre vittorie. Pensare differentemente è la chiave per essere i protagonisti della propria vita ed è dunque qualcosa che dobbiamo non solo a noi stessi, ma anche alla nostra comunità di appartenenza.

Perché l'unione di tante persone comuni che pensano differentemente può davvero essere la risorsa decisiva per cambiare in meglio il destino di un'intera nazione.

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