"Anche voi italiani finirete come noi. Dovete capirlo. Noi siamo disperati. Non sappiamo più come vivere".
Quando i cittadini greci parlano (e spesso hanno l'aspetto di pensionati che hanno lavorato tutta una vita per ritrovarsi alla fame) si vorrebbe distogliere lo sguardo e il cuore e ripetersi "No, no, noi non finiremo così. Hanno avuto dei governanti sconsiderati e ora ne pagano il prezzo. Noi siamo diversi, noi ce la faremo...". Vogliamo un balsamo che ci intorpidisca mentre la parte più profonda di noi ci sussurra che il peggio deve ancora arrivare.
E' come quando camminiamo per strada o siamo alla stazione e vediamo un mendicante. Fa male. Perché ci ricorda che anche noi potremmo finire così. Basta un divorzio, una malattia cronica, un investimento sbagliato o un semplice passo falso ed ecco che si perdono prima il lavoro, poi la casa e poi la famiglia. E si diventa degli invisibili alla mercé di chiunque.
La Grecia è nostra vicina. Come diceva il sacerdote ortodosso agli scalcagnati militari italiani nel film "Mediterraneo" di Gabriele Salvatores, "Italiani, Greci, una faccia, una razza". Ma noi non vogliamo vedere quello che potrebbe essere anche il nostro futuro.
E invece faremmo bene a tenere gli occhi ben aperti. Soprattutto in seconda serata, quando piccoli frammenti di verità e di buon senso emergono dal muro di gomma dei media e restituiscono chiarezza ai tanti discorsi nebbiosi e ripetitivi sulla necessità di fare sacrifici di cui sono inondate radio e televisioni.
Guardate questo filmato in cui l'economista Lidia Undieni intervistata da Linea Notte spiega in termini chiari la vera natura del cosiddetto "fondo salva-Stati" e il perché le politiche economiche di Obama e di Monti siano inevitabilmente destinate al fallimento.
Avete capito come stanno le cose?
Cari media del mio disgraziato e bellissimo paese, avete un bel ripetermi che supereremo la crisi semplicemente stringendo tutti la cinghia. Se qui si stesse parlando della cinghia dei pantaloni, di una "cura dimagrante" dopo anni di bagordi (ma chi li ha mai visti questi bagordi?!) potrei pure capire e mettermi l'anima in pace. Ma la verità è che qui si sta cercando di far passare per cinghia dei pantaloni quello che invece altri non è che un bel cappio.
Questa non è austerity, questa è dittatura economica.
Che si abbia almeno il coraggio di chiamare le cose con il loro nome!
lunedì 13 febbraio 2012
La tragedia della porta accanto
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