Dall'orrore al giallo. Papà e figlioletta uccisi a Roma con un solo colpo di pistola a pochi metri dalla madre, tuttora ricoverata in ospedale. Una rapina anomala, con molti punti oscuri. Tutta la città attende che sia fatta giustizia al più presto. Perché i bambini non si toccano. E neanche le famiglie. Ma c'è qualcosa di strano in questa storia e sono in molti a sentirlo. Chissà cosa verrà fuori e quando.
Dopo aver ascoltato innumerevoli telegiornali e notiziari che hanno riportato la notizia, mi sono resa conto all'improvviso della difficoltà dei media di usare il nome delle vittime.
"Il barista cinese..."
"L'uomo cinese..."
"Il commerciante cinese..."
La piccola è sempre "la figlioletta" o "la bambina"
Tutti i servizi iniziano più o meno così. I primi andati in onda nei tg non riportavano neanche i nomi, che ora invece sono nominati a metà o a fine servizio. Forse via via che si parlerà del caso sarà più semplice iniziare dicendo "L'uccisione di Zeng Zhou e di sua figlia Joy"?
Forse.
Sarà perché sono nomi stranieri. Chissà.
Ma c'è anche di peggio.
Stasera in zona Romanina un uomo è morto bruciato nella capanna di canne che si era costruito per ripararsi dal freddo. Non è il primo. Non sarà (purtroppo) l'ultimo, visti i tempi di crisi economica che si stanno preparando.
Non sapremo mai il suo nome. E' solo uno dei tanti. Un Nessuno, con l'unica colpa di aver cercato di sopravvivere all'inverno.
Data la notizia con tono serio, lo speaker passa ad altro. Altre news richiedono di essere riferite e portate all'attenzione dell'opinione pubblica.
Fa forse una qualche differenza dire come si chiamasse la vittima? Che cosa può dirci in fondo un nome?
Le morti non sono tutte uguali. Non per l'informazione. Non per le nostre coscienze.
La Città Eterna sta diventando davvero fredda e crudele.
sabato 7 gennaio 2012
martedì 3 gennaio 2012
Chemio o non chemio?
Questa è la penosa domanda che si trovano ad affrontare quasi tutti i malati di tumore. E il nostro paese è davvero come un malato pieno di metastasi che non sa più a che medico affidarsi per guarire.
Il professor Monti ha sottoposto l'Italia ad una "cura da cavallo" e la verità è che il rimedio stesso potrebbe stroncarla. Come certe chemio che, date in dosi massicce, finiscono per provocare la morte del paziente per ictus. La terapia alternativa, la "Di Bella" adottata con succcesso dall'Islanda, che ha scelto di cambiare le regole e di mettere i cittadini al primo posto rispetto agli interessi di multinazionali e finanziarie, non viene neanche presa in considerazione. Là i responsabili della crisi vengono messi in galera. Da noi in galera ci finiscono solo i poveracci. Un mondo al rovescio.
Intanto, questa chemio da lacrime e sangue non è ancora riuscita a far scendere la febbre dello spread. E i medici nei loro camici bianchi continuano con le loro vuote rassicurazioni.
Il professor Monti ha sottoposto l'Italia ad una "cura da cavallo" e la verità è che il rimedio stesso potrebbe stroncarla. Come certe chemio che, date in dosi massicce, finiscono per provocare la morte del paziente per ictus. La terapia alternativa, la "Di Bella" adottata con succcesso dall'Islanda, che ha scelto di cambiare le regole e di mettere i cittadini al primo posto rispetto agli interessi di multinazionali e finanziarie, non viene neanche presa in considerazione. Là i responsabili della crisi vengono messi in galera. Da noi in galera ci finiscono solo i poveracci. Un mondo al rovescio.
Intanto, questa chemio da lacrime e sangue non è ancora riuscita a far scendere la febbre dello spread. E i medici nei loro camici bianchi continuano con le loro vuote rassicurazioni.
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